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venerdì 11 gennaio 2008

From focus on business to Focus on Human Potential

Il potere alla creatività, regole per espandere i potenziali delle persone.
Democrazia, circolazione degli stimoli, contaminazione.
L'esempio viene da questo filmato, una sorta di "città dei balocchi" che mette le persone nella condizione di esprimersi, di lavorare al 100%.
Regno della condivisione di idee. Sempre a chiedersi come migliorarsi, evolvere, darsi supporto a vicenda , risolvere i problemi.

Che bel sogno. Io vorrei sognare e continuare a farlo. In tutto, lavoro compreso.
Voglio lavorare con i miei sogni, con la mia passione. Ogni giorno mettermi in discussione.
Portare umanità in questo mestiere, verità.
Morte al glam degli anni 80, noi figli degli anni bui ci siamo rotti le palle di scuse!

Ma in Italia non è possibile Kamikazzo!!!
Hai mai pensato che in Italia non è mai possibile niente.
In Italia siamo indietro 20 anni signorino visionario.
Hai mai pensato che in Italia siamo sempre indietro , in tutto!
Che palle!
In Italia contano i risultati testa sulle nuvole.
Hai mai pensato che anche negli altri paesi contano.

Non abbiamo scuse.
I risultati apparterranno a chi sarà in grado di cambiare un modello di business e portare fuori i potenziali delle persone: avrà poi successi eco-finanzio-bugetistici senza precedenti.

Energia allo stato puro quindi.
From FOCUS on BUSINESS to FOCUS ON HUMAN POTENTIAL.

Non mi piace mischiare italiano ed inglese, ma questo concetto secondo me rende di più in anglo, sempre che anglo sia.

Quello che vedrete è un illuminante esempio di come una BRAND è diventata protagonista nella nostra mente e rilevante nella nostra quotidianità.

Energia signori cazzo!



venerdì 9 novembre 2007

Cosa ci chiedono le aziende_ IAB 2007

Un brief ricevuto da undici aziende allo IAB 2007: Mc Donald’s, Nissan, Linear Assicurazioni, Barilla, Procter & Gamble, Vodafone, Intesa San Paolo, Fiat, Poste Italiane, Nestlè. Eni.
Undici manager pronti ad investire in maniera sempre più consistente su tutto quello che riguarda i nuovi progetti, integrati, innovativi.
Pronti almeno nelle intenzioni a recepire il cambiamento e cercare di portare cultura all’interno delle proprie aziende, pronti a capire che le cose sono cambiate.

Tutti hanno ricevuto, chi più o chi meno, benefici evidenti utilizzando mezzi di "comunicazione non convenzionale" e nello specifico utilizzando la rete.
Contenti e soddisfatti, pronti a fare altri piccoli passi, passando da essere degli “spiluccatori” di questi nuovi media (che tanto più nuovi non sono) a dei veri e propri investitori convinti e sostenitori di quei mezzi che avvicinino gli utenti alla marca.

Capiscono che le persone, tutte, sono sempre di più on-line, comprano on-line, discutono, comunicano, si relazionano, generano contenuti. Parlano dei brand, ne discutono, veicolano le idee rilevanti e interessanti. Sono disposti a credere a quello che di vero diciamo loro, sono sempre più educati e intelligenti, informati. Sanno usare oramai la tecnologia.

Rispetto allo IAB forum dello scorso anno, c’è quel pizzico di maturità in più che permette di fare dei ragionamenti un po’ più complessi su social media, sul mezzo internet, sul nuovo scenario comunicativo generale e sulle sue potenzialità.

Ma cosa vogliono da noi le aziende, dalle agenzie, dagli uomini di comunicazione?

Innanzitutto che noi agenzie ci rassegnamo a comprendere che il modello di business è definitivamente cambiato, che stampa e tv rimangono ancora i mezzi principali capaci di fare grandi numeri e di creare grande interesse, ma che per coinvolgere in maniera attiva le persone i mezzi sono altri.
Questo cambiamento radicale pone sempre di più il consumatore al centro e invece di chiederci cosa le marche devono comunicare alla gente, dobbiamo chiederci cosa la gente chiede alla marca!

Insomma riscopriamo di nuovo le regole base del marketing e quelle fondamentali della comunicazione, insomma facciamo quello che si è sempre fatto, forse con qualche opportunità in più. Senza trascurare i fondamentali.

Altra parola chiave: semplicità. Facciamoci capire, basta termini incomprensibili per spiegare i nostri progetti, le aziende ci chiedono di essere semplici.
Ricordate che i clienti per parlare con noi non devono avere sotto mano un personal per cercare le parole su Wikipedia o Word Reference!
Facciamoci capire, a volte siamo "ridicoli", non ci rendiamo conto che creiamo dello sofisticazioni inutili, che fanno piacere solo a noi, ma che confondono il nostro interlocutore.
Ricordate: siamo dei comunicatori, l'oggetto della nostra comunicazione non passa se non viene decodificato!

Ci chiedono di essere più coraggiosi, più creativi: vince in questo modello economico chi evolve e chi trova nuovi linguaggi. Gli ingredienti sono gli stessi, ma ora dobbiamo essere più bravi, saperli mixare e dosare in maniera ottimale, perché abbiamo più mega e supporti per mettere in scena le nostre idee. Abbiamo più mezzi, più opportunità.
Dobbiamo capire che i brand passando da un epoca in cui si comprava il tempo, ad un epoca in cui il tempo lo si deve creare. (Nigel Morris)
Niente cose complicate quindi, usare la creatività ed esploderla.
Lo so ci pagano poco, ci danno poco tempo, pretendono il massimo, ci stressano, a volte non colgono le potenzialità delle nostre idee, ma l’unico modo per andare avanti è osare.
Cambiare, evolversi.
Basta pensare nel modo in cui si ragionava dal dopo guerra in poi, la società è cambiata radicalmente e anche il modo di comunicare. Da quel sistema prendiamo solo il meglio, il Dna.
Il resto evolviamolo.

Quindi largo ai mutati, agli "x man", alle persone che sanno vedere le cose in un'altra maniera, a chi ha coraggio, passione ed entusiasmo. Lo chiedono loro.
Puntate sui giovani! (Meloni San Paolo Intesa)
Oppure, aggiungo personalmente, dare spazio alla nuova cultura che anche in Italia si sta diffondendo, a chi non ragiona più per compartimenti stagni. Largo a chi capisce che il mondo della pubblicità non è più lo stesso. E' mutato!
Ancora fatto di piccole e semplice regole, ma è differente da 10 anni fà!
Lo so è difficile, lo dice anche Sèguelà che la cosa più difficile da chiedere ad un pubblicitario è evolvere.

I nostri clienti ci chiedono di evolvere, di osare, di creare.
All’inizio ci bocceranno tutto, non accetteranno le nostre idee, ma la direzione è questa. Facciamo roba figa, facciamo il nostro mestiere, e nel breve avremo ritorni!

Via ai canta storie, a chi ragiona a 360°, a chi INNOVA.

Provocazione: il reparto ricerca e sviluppo, il reparto innovazione non devono averlo solo le aziende!

Chi viaggia col passo stanco del vecchio sistema economico, rimarrà schiacciato dallo stesso. Congelato ed istinto.
Non è cosi brutto evolvere, ci si alza e si incomincia a camminare in una maniera diversa, si fanno altre cose. Si maneggiano strumenti in altre maniere. Si crea il fuoco!
Togliamoci dal trono della sicurezza e osiamo.
Basta chiederci come sarà il futuro, creaiamolo! (come ha detto alcuni minuti dopo Nigel Morris)

Per finire, diffondere cultura.
Chi sa diffondere cultura oltre che idee vincenti, viene premiato. Siamo in una fase di cambiamento, dobbiamo sperimentare ma anche cercare di allinearci, tutti!
Dobbiamo parlarci e negoziare i termini di questo nuovo sistema. Diffondere informazioni!

Il verbo inglese che spiega tutto è SHARE!

Quindi niente di nuovo all'orizzonte, loro ci chiedono di evolvere, di andare anche in Italia nella direzione in cui sta andando tutto il mondo.
Se riusciremo a creare e usare questi nuovi linguaggi, questo nuovo modo di parlare alla gente, i clienti ci seguiranno, per forza e ci concederranno tempo e soldi.

Ricordo ai clienti che i progetti integrati sono sempre più complessi e impiegano un sacco di energie e risorse, quindi costi!
Volete la creatività?
Siate pronti a concedere due lire in più a chi sa accontentare le vostre richieste. Diffondere una media neutral idea necessità di investimenti!!

Con queste considerazioni finali vi lascio riflettere.
Evolvete signori tutti, uomini di Mktg e di Comunicazione, siate scimmie non dinosauri.

Mettiamo in moto il nuovo sistema economico!!!

Do the evolution!!!!!

Ps. I contributi di questa tavola rotonda si possono trovare fra circa 7 giorni sul sito dello Iab forum.

martedì 18 settembre 2007

Risposta a post su MyMarketing.Net

Post su MyMarketing.Net

I brand moderni che evolvono nella nostra attuale società dei consumi sono quelli che riescono ad essere rilevanti per il consumatore.

Come si costruisce e cosa significa rilevanza?

Una brand deve andare al di là dei bisogni e dei desideri, evolversi rispetto al passato, passando da una situazione di staticità e di immobilità (vendo- comunico-invio messaggi-influenzo), verso una natura dinamica e tesa al movimento, per sopravvivere nel complesso territorio emozionale e relazionale del consumatore moderno, perennemente in evoluzione.

Status symbols, vendita, obiettivo, sono parole di una società dei consumi paleolitica, quella dell'industrializzazione.
Quella che dall'alto ci proponeva idee, concetti, comunicazioni, prodotti.

Il mondo è cambiato la tecnologia sta evolvendo la nostra società, cambiando i modelli di consumo.
Siamo un network di persone perennemente connesse tra di loro, che pensano e comunicano in tempo reale. Non ci sono più barriere, possiamo raggiungere chiunque. E il nostro mondo cambia alla velocità di una mail.
Quindi non compriamo più solo emozioni, idee, o le relazioni che un brand intrattiene con noi.

Apple non è un marchio, è qualcosa di più profondo e complesso, supera la barriera dello spazio e del tempo.
Parla di me e io parlo di lui, lo contamino e mi contamina. Lo creo e lo plasmo ogni giorno e lui si inserisce nel mio Dna evolvendomi e io contribuisco alla sua evoluzione.
Non è relazione, è una molecola inserita nel mio patrimonio genetico intelletuale, che contribuisce alle mie scelte di tutti i giorni, al mio stile, e plasma il mio modello di consumo.
Ha costruito tutto questo facendo lavorare per lui idee culturali e interconnessioni, plasmando la società, cogliendo la natura dinamica del mondo in cui viviamo.
La società è sempre più complessa, i messaggi non arrivano più dall’alto, o attraverso il dialogo, ma vivono indipendentemente, grazie ai consumatori e ai media sociali.

Apple è in noi, vive in noi, è parte del nostro Dna e reagisce insieme a noi all’ambiente.

Il nostro futuro come comunicatori e uomini di marketing è rileggere le nostre regole e plasmarne delle altre, non possiamo continuare a pensare con i sistemi del passato. Nel mondo la rivoluzione è già cominciata da un pezzo.

Cos’è Diesel ?

Starbucks ?

Google ?

Alla fine non si tratta solo di vendere o di numeri!



lunedì 2 luglio 2007

Ora mi sono rotto!


Sono stufo, sarà lunedi mattino e il mio umore è nero come la camicia che ho indossato vestendomi al buio, disidratato da un week end di quelli tosti.
Ma Kamikaze ancora una volta si è incazzato per via di un banner "invasivissimo".
Apri la tua casella di posta, vedi una fila di invitanti e-mail, amici che non sentivi da un pezzo, qualche situazione interessante.
Track..
Stuprato dal solito banner, per cinque o sei volte!
Che non se ne và, che ti innervosisce. BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!
Basta uomini del media digitale, pensiamo a qualcosa di intrigante innovativo e smettiamola di stuprare la gente.
Che equity di brand si vuole creare, invadendo maleducatamente la vita delle persone?
Quasi quasi è meno invasiva una pubblicità nella scena centrale del film del lunedì sera.
Per essere propositivi e non solo polemici vi propongo uno spunto di rifessione:
Minut maid