venerdì 1 giugno 2007

Best is yet to come

Spiegazzato, emozionato, galvanizzato. Walkman a palla!
3 toni di blu e tre righe diverse per ogni capo portato. La giacchetta per onorare i presenti; fidatevi evento raro, rarissimo.
Via Palermo, piena zona Brera, approdo con la solita noiosissima puntualità svizzera.
Nessun planner in vista, a parte Bobone Vieri, in attesa della velina di turno, che forse proprio un planner non è.
Un quarto d’ora più tardi, un gruppo di personaggi strani, si stringono le mani. Alcuni si conoscono e si salutano in maniera affettuosa, altri si studiano.
Personaggi storici del planning italiano, nuove rock star, giovani cavalieri.
Tutti insieme fuori dalla pizzeria napoletana scelta per la serata.
Negli occhi qualcosa di comune, lo sguardo che osserva, non guarda. L’attenzione sembra su di te, ma in realtà il software planning nel retro-cranio, ti sta studiando, elaborando pensieri.
Avrei riconosciuto quei sedici ,ovunque (o quasi ;)), per quella luce comune negli occhi, per la scelta dei particolari.
Tutti al tavolo, si cominciano le danze.
Pizza e birra il menù della serata, incominciamo con il conoscerci. Con lo scambiare semplici battute, incominciamo a creare empatia tra di noi.
Al tavolo l’eleganza e la riflessività di Camilla, l’entusiasmo garbato ma deciso di Pamela, l’esperienza e l’entusiasmo di Emanuele, il carisma e il piglio di Filippo. Il golden boy digital Nic con la sua chiara visione del futuro e del cambiamento e il suo collega napoletano. La grinta da pit bull e gli occhi di ghiaccio del Mr Blurb luke_V. Lo spiritello estroverso, riflessivo e fluttuante di luca fluido. Le ragazze con le idee chiare della piccola agenzia del centro italia, con già una piccola sede a Milano.
La super trendy e smart Eva, il mio buon vecchio giocatore di scacchi Mrwhite.
E la saggezza nella giovinezza di Guido M.
Il nostro Kamikaze lì con sua voglia ed il suo entusiasmo, come al solito estremizza e provoca, beccandosi ogni tanto le sue bacchettatine dai presenti. E’ un duro mestiere ma qualcuno deve pur farlo.
Sul tavolo il futuro dell’Apg italia, il come si farà è il prossimo step del gruppo. Per ora abbiamo deciso di mapparci, e di capire come fare a strutturare l’associazione.
Informale o easy tutti concordano sul fatto che bisogna fare cultura di planning strategico, all’interno e verso l’esterno. Pareri vari, ma un'intenzione comune, quella di riuscire a fare quello che fin ora non si è fatto. Un'associazione di gente che fa questo mestiere.
Quindi fuori tutti dalle trincee, fuori gli strategic planner, vogliamo sapere chi fa questo mestiere in Italia e capire cosa pensa di questa iniziativa.
La serata si è poi conclusa con i saluti da parte di alcuni. Un gruppetto ha proseguito i discorsi in un bar di Brera (decisamente troppo anni 80’).
Tra evoluzione/rivoluzione, creative planning, proposition, pensieri sulla comunicazione italiana, coktail mai assaggiati prima. Risate e passione per questo mondo, si è conclusa questa splendida notte.
Siamo tutti responsabili ora di questo embrione, facciamolo crescere e un giorno vedrà la luce. Sarà maschio o femmina, biondo o bruno, l’importante che nasca. Poi lo cresceremo e lo educheremo e vestiremo. Gli faremo conoscere i nonni, le zie, lo faremo studiare. Lo faremo crescere come un essere umano diverso.
Ma siamo tutti responsabili per lui.
Abortire ora sarebbe fallire, nasconderci, essere la solita italietta in cui tutto si fa a metà.
Quindi signori miei “Best is yet to come”.
E aggiungerei cazzi nostri!

E’ stato un profondo onore conoscervi o rivedervi, ora si deve fare “solo” la storia.

Ps. scusate per i refusi e i francesismi eventuali, ma sono una finissima tecnica di comunicazione..

2 commenti:

kamikaze_planning ha detto...

qui ne parla valerio... ;)

http://doublebblog.splinder.com/post/12446191/Aperitoffee+%26+Planning%3A+post+mortem

Anonimo ha detto...

Complimenti amico!

Se dovesse liberarsi un posto per "Account" informami! :-)

Complimenti davvero cmq..
Che sia davvero il germoglio di qualcosa di bello!!

Con stima!
Paolo dEb