venerdì 6 luglio 2007

Signori lo spot della nuova 500

La storia dell'Italia.
Cosa abbiamo passato.
Le cose giuste, le cose sbagliate.
L'Italia che vuole evolvere, cambiare, ispirare.
E' vero, la 500, appartiene a tutti noi. E' questo l'insight.
Appartiene a tutti noi da sempre. Non è solo una brand, ha rilevanza culturale assoluta a tal punto da diventare un marchio che si è fuso con la cultura italiana.
Il lavoro strategico porta alla luce questo senso di appartenenza. Per un giorno l'Italia si trasforma in una grande tribù.
500 ha rilevanza culturale assoluta come icona, come oggetto, come simbolo. Brand fuso con il Dna culturale del nostro paese, reso ancora più grande dalla potenza di fuoco e l'ottimo lavoro messo in campo da Fiat & Co.
Signori il lancio della 500 non è il lancio di un prodotto, è una cosa che ci accomuna tutti, come la vittoria della coppa del mondo.
E' il trionfo dell'italianità, abusato termine, che ora viene rivestito di nuovi e vecchi significati.
Da planner, da pubblicitario, da consumatore, mi sento emozionato.
Oggi mi sento un po' più italiano, questo era 'intento!



Ps. Una pacca sulla spalla ai pubblicitari che ci hanno lavorato e al buon Guido M.

Eccovi lo spot, tono di voce: lucciconi sugli occhi di tutti!

14 commenti:

Marco ha detto...

1996: http://www.youtube.com/watch?v=4oAB83Z1ydE

kamikaze_planning ha detto...

caro marco, ho visto il tuo stimolo...
il mio spunto andava al di là dello spot.. era un pretesto per parlare di un simbolo importante..
grazie per la segnalazione
;)

amy ha detto...

copy Mr. Marchionne, ispirato da Think different di Apple...molto meglio l'automobile dello spot! 500blog

mizioblog ha detto...

Caro mister Male, molto meglio la macchina dello spot, purtroppo ;-)

Luca Vergano ha detto...

già.
non bisogna lasciar un pur bravo AD fare il creativo...

Lafofu ha detto...

Lucciconi sugli occhi di tutti…

Ma che lucciconi??? Cominciamo dalla fine sperando che sia un buon inizio.
In primis voglio, per una questione di trasparenza, dichiarare la mia posizione: il nuovo commercial di 500 non mi è piaciuto e tanto meno questo post. Ma andiamo con ordine. Il commercial quindi. Qualcuno mi dovrebbe, per cortesia, spiegare almeno questi punti, perché tuttora non mi sono chiari.
Ma come è mai possibile che l’AD M., pur essendo un bravissimo manager, si permetta di scrivere lo script e scegliere tutto quello che ne consegue? (cfr. La Stampa, 04/07/07, “Vi racconto lo spot. L’ho fatto io”) Al di là degli scarsi risultati (dove è la creatività? E poi, è una campagna sociale o cosa?) è questo il cambiamento di mentalità della Fiat? L’impresa vuole diventare un “rinato/resuscitato” player internazionale, per me allora, dovrebbe quanto meno svecchiare la sua filosofia aziendale, che è a dir poco provinciale, di sicuro poco professionale e certamente poco europea, se siamo al punto in cui l’AD scrive i commercial. E quindi citando lo script, è questa la giusta strada del nostro paese per evolvere e cambiare? Per me sinceramente no. E poi, l’italianità??? Ma è davvero il commercial di Fiat che ce la deve far ricordare? Non è forse già stato ripreso da altri questo valore, in una chiave davvero nuova anche più fiera e orgogliosa come ha fatto un Quattrocchi nelle calde sabbie del deserto. Cito la nostra Medaglia d'Oro al Valore Civile, tra i tanti che mi sovvengono, perché questo esempio mi sembra calzante, inoltre se M. si può permettere di scomodare la Banca Nazionale dell’Agricoltura, la strage di Capaci e Giovanni Paolo II, credo di potermi arrogare questa possibilità pure io. Ma soprattutto siamo sicuri che spetti alla nuova campagna per 500 fare tutto questo. Per me il richiamo all’italianità è davvero solo un mezzuccio per vendere una macchina, bella e promettente, ma con una campagna che manca di creatività e appeal.
Ad ogni modo, per me, per noi, per il Paese speriamo che la 500 sia un grandissimo successo e che il mondo della pubblicità italiano cresca ripartendo e reagendo a questo processo di desertificazione creativa che ci coinvolge.

Anonimo ha detto...

Ma chi ti ha dato la licenza di uccidere? Er Pecora?

kamikaze_planning ha detto...

signori non voglio arretrare.. ma c'era anche una riflessione sulla brand.. su un simbolo..

Anonimo ha detto...

Caro Kamikaze Planning io credo che il commento di Lafofu, che condivido, sia di branding; non riesco infatti a trovare nelle comunicazioni Fiat un vero e proprio disegno strategico. Sono tutte operazioni belle, ben confezionate ma fini a se stesse, spesso pure in contraddizione l’una con l’altra.
Spiegami, ad esempio, la costosissima sponsorizzazione Yamaha nella stagione in cui vincerà una casa motociclistica Italiana; non era Fiat quella che, polemicamente, ci faceva ringraziare dai francesi dai tedeschi e dai giapponesi perchè compravamo le loro auto? Ora però Fiat sponsorizza una casa non italiana. Operazioni super esclusive con felpe e feste di lusso per il marchio di tutti? Credo che in Triennale, a Milano, sia ancora aperto il Fiat bar.
Secondo me, non basta autocelebrarsi. I valori di 500, come valori del brand andrebbero, recuperati e ricontestualizzati, in chiave contemporanea, come ha fatto, con successo, Mini. Dovresti sapere infatti che il target non comprerà 500 per quello che è stata ma al limite per quello che è e che sarà. In un era global, come quella in cui viviamo, l’appartenenza ad un marchio nazionale va reinterpreta dal mio punto di vista sotto una luce nuova. Recuperare il valore iconico di 500 ma riadattandolo. Cosa che non è stata fatta a pieno.
Ritengo inoltre che Sergio Marchionne, facendo certe dichiarazioni, dimostri che per lui, la comunicazione è come un bel accessorio di contorno, in linea con una certa visione di padronalismo italiano. Questo atteggiamento inoltre sminuisce la nostra professionalità.
Shak

kamikaze_planning ha detto...

Innanzitutto grazie per i contributi utili e per il dibattito che sta nascendo.
L'attualizzazione e la contemporaneità dei valori del marchio arriverà a breve, è il secondo step strategico, almeno quello che trapela da blog e siti.
Difatti penso che si legheranno a delle icone di design e di stile internazionale, per la campagna di prodotto che avverrà a settembre.
Non voglio esser il difensore di cause non mie, e soprattutto tengo a precisare che secondo me lo spot è una operazione molto lucida per tirare fuori un sentimento di italianità diffuso.
Il mio spunto era dovuto allo slancio e all'emozione che deriva da un'operazione del genere, che ha coinvolto un sacco di persone.
Non sto dicendo che quelli di Fiat abbiano fatto la strategia perfetta o lo spot perfetto, ma hanno sicuramente emozionato nel bene o nel male parte degli italiani.
In maniera furba hanno utilizzato malinconici momenti di tristezza o di felicità che legano un popolo.
Può piacere o non piacere, può assomigliare a spot precedenti, può essere definito solo un rubamatic, ma una cosa è certa, non era indirizzato solo a chi 500 la deve comprare.
Il target specifico, se ancora vogliamo usare questo termine, lo hanno colpito con attività di comunicazione di altra natura e con il prodotto in se.
L'Adv classiaca è servita solo a fare una campagna "elettorale" alla Fiat in genere, in puro stile Italia.
Ricordo solo che nel mio post parlavo dello spot di 500 e di 500 come brand.
Non sto giudicando le operazioni Fiat in altri campi, ci vorrebbero riflessioni e ulteriori approfondimenti.

Aspettiamo le ulteriori mosse.

Ditemi però se la 500 non appartiene veramente a tutti noi?
Convincetemi del contrario...
E' questo l'insight, la 500 appartiene a tutti noi punto.
Nel bene e nel male. Che sia italietta o che sia fiat. Ma è radicata nel nostro DNA di simboli.
Ci riconosciamo o meno in questo simbolo?
Vi faccio una domanda, ci riconosciamo o meno nella nazionale di calcio?
Si o No, ma l'anno scorso quell'evento a messo insieme un popolo.
500 ha fatto qualcosa di simile...
Non sto giudicando sia giusto o meno signori.. state attenti...

kamikaze_planning ha detto...

cito Shak

In un era global, come quella in cui viviamo, l’appartenenza ad un marchio nazionale va reinterpreta dal mio punto di vista sotto una luce nuova.

COMPLETAMENTE D'ACCORDO DAL PUNTO DI VISTA TEORICO

Anonimo ha detto...

Invidio la capacita che ancora hai di emozionarti davanti a un'operazione commerciale, anche se temo possa farti perdere di obiettività.
Banalizzare in chiave buonista la storia del nostro paese, riducendola ad uno schema buoni/cattivi all'americana, ritengo irriti gli italiani che hanno una sensibilità sufficiente per decodificare un'operazione tanto semplicistica.
Questo è dimostrato dai post di commento allo spot...
La nostro storia recente purtroppo è troppo articolata, complessa e oscura per poter essere utilizzata in maniera cosi scontata. .
Ricordo bene lo stupore, sentendo, alla vigilia del flop commerciale della Stilo, l’allora Amministratore Delegato della Fiat Umberto Agnelli dichiarare con un certo disappunto che il mercato non aveva capito la sua ultima vettura.
Ribaltando così un principio fondamentale del marketing contemporaneo che vuole siano i prodotti a capire le esigenze dei consumatori.
Trovo che questo sia lo stesso problema del l’insight di 5oo: si arroga di piacere/appartenere per diritto di nascita. In quanto prodotto del marchio nazionale da cui dipendevano le sorti della nostra economia. Peccato oggi non sia più così.
Temo che per la nostra generazione, la vecchia 500 non appartenga a tutti noi più del vecchio maggiolone o della vecchia Mini Cooper.
Questi oggetti infatti sono icone del design ed è proprio per l’intensità del loro valore simbolico che non hanno natura nazionale.
Il design ha ovviamente una paternità locale, ma per chi non ha vissuto direttamente quegli oggetti la nazionalità rimane un attributo prettamente stilistico.
Una vecchia Porche o una lampada svedese non sono belle perché tedesche o svedesi; ma perché nelle loro linee e nella loro funzionalità si esprime una cultura.
L’insight della 500 non è un insight di stile; è un insight di brand: è di tutti gli italiani perché è Fiat.
Almeno così ho capito io.
Un oggetto di design, inoltre, si porta dietro un tipo di emozionalità legato al suo vissuto.
Se la prima 5oo ha saputo coniugare praticità ed economicità, valori ultra rilevanti in quell’epoca, la nuova 5oo deve essere in grado di riproiettare valori della stessa rilevanza nella società attuale.
Capitalizzando la notorietà e la differenza derivate dal modello storico, bisognerebbe costruire un nuovo legame con la società che la deve utilizzare.
I nuovi attributi valoriali della 5oo di oggi saranno probabilmente in un’area più “effimera” di quelli di un tempo, ma è proprio in quest’area che lavora la comunicazione. BMW con Mini è stata in grado di rielaborare il vissuto storico in maniera egregia. Non altrettanto bene, ha fatto Volkswagen con New Beatle.
ps. sinceramente non capisco il parallelismo con i mondiali vinti dalla nazionale italiana.
Shak

Anonimo ha detto...

Lo spot, creato dall'agenzia Leo Burnett , vanta un Copy d'eccezione, Marchionne che dichiara:
«Il 16 maggio, di pomeriggio. Ho impiegato un'ora e mezzo per scrivere il testo al computer. Ma ce l'avevo in pancia da giorni. L'ho scritto in inglese e poi tradotto, ma chi lo ha letto in originale dice che è ancora più bello, perché l'inglese è una lingua precisa»

Anonimo ha detto...

Peccato, avrei voluto sapere perchè la 500 è anche mia prima di andare in ferie.
Lo leggero quando torno.
Buone vacanze a tutti.
Shak